Carissimi tutti,
prendo Alessia come ambasciatore di tutti quelli che mi sopportano pazientemente e provo a scrivervi prima che mi mettono una multa per ritardo a mensa. Come vanno le cose? Bene, torno adesso da Mejaha. Negli ultimi 3anni i ns bambini incominciavano a venire puliti e sempre meno stracciati....invece adesso sembra che sia ritornata al 2003. Per strada lunghe file di carretti stracolmi di cereali, arrivano dai villaggi limitrofi.....hanno messo in giro la voce che i prezzi, triplicati nell'ultimo anno, calano e tutti svendono a mercanti con pochi scrupoli dai quali ricompreranno fra qualche mese per mangiare...a prezzi più alti, perché qui la crisi non andrà in vacanza così presto. Al mercato si vendono anche i vestiti che hanno addosso, non potevo crederci!!! Sr Jacquie mi ha appena chiesto (sono le 14,30 e al solito l'elettricità ci ha ancora traditi):
1. di andare con lei a vedere una mamma con 3 bambini ai margini di una fiumana in secco o fogna all'aria aperta;
2. di preparare 3000Birr per il Centro promozione donne per concedere microcredito ad altre donne;
3. di acquistare borse e altri prodotti dal gruppo donne in carcere, se non lavorano impazziscono. Almeno si sentono utili per i loro bambini (molte sono dentro per omicidio....del partner);
4. di mettere in adozione a distanza una ventina di bambini, ha la lista pronta;
5. di andare più spesso in Casa Norma, i ragazzi sanno che ho tanto lavoro ma pensano anche che non voglio bene loro come in passato (ci siamo andati domenica scorsa e domani andiamo in Casa Famiglia dei grandi - 12/18anni);
6. di organizzare 3 ragazzi e vendere vestiti usati per mantenere le famiglie.
Santina al centro nutrizionale
Sr Jacquie andava di fretta e non mi ha dato il tempo di risponderle.
Santina, nostra mediatrice culturale, sta bene ma mi chiede perché non riesce a piangere guardando negli occhi una bimba di Tikur Wuha gonfia dalla malnutrizione e altro. Le ho risposto che la rabbia alla vista di tanta miseria ti blocca oppure che facciamo stiamo a piangere tutto il giorno??? Non possiamo permettercelo! E allora stamattina alle 7:00 a Messa ho chiuso gli occhi e ho immaginato che i bellissimi canti del coro di voci bianche venivano dall'Antoniano per lo Zecchino d'oro. Ma gli stracci che ricoprivano i bimbi non erano firmati e non proteggevano dal freddo del mattino (vi manderò le foto).
Ma ho visto anche la bellissima parte della scuola di Mejaha appena ultimata, i nostri ragazzi che facevano a gara nel disegnare solo per sentirsi dire konjo (bellissimo) e ricevere un pacchetto di biscotti, in risposta mi sono guadagnata tanti sorrisi o una stretta di mano che era una carezza di piccole dita. Abbiamo chiesto ai bimbi, così come nelle altre visite, di consumare il pane o i biscotti nel cortile della scuola, perché fuori dai cancelli sarebbero stati rapinati...
Di seguito una sua lettera:
Ciao Maria,
Avrei voluto iniziare questo diario di bordo dal primogiorno del nostro arrivo in Etiopia, ma non capivo che tipo di emozioni provavo. L’ incredulita’ di essere finalmente nel mio paese nativo ( cosa sognata da tanto tempo) , constatare il modo di vivere di una fetta sfortunata dell’umanita’ , l’estrema dignitosa vita di tanti malati , non mi ha suscitato pieta’ ma piuttosto rabbia: perche’ non e’ possibile lasciar vivere delle persone in questo modo.
All’aereporto tutti mi parlavano in amarico, il mio italiano ed il fatto di essere italiana non era compreso , era strano ritrovarmi nella maggioranza nera, mi sono detta “ wau sono a casa”
Alla missione i bambini ridevano del mio amarico stentato e mi hanno detto le stesse cose dei bambini delle scuole in Italia cioè di non essere un autentica africana , qui i bambini mi hanno promesso che insegneranno la lingua locale ufficiale,l’amarico, a questa zia non autentica italiana, ma caffe/latte( bunna/wotet) per caratteri somatici ma anche nel parlare, vestire ecc.
Sulla strada Addis/ Shashamane fissavo persone e paesaggi che improvvisamente diventavano familiari, eppure ero molto piccola quando ho lasciato l’Etiopia.
Grande e’ stata l’emozione e la tenerezza che mi hanno suscitato i bambini di Casa Famiglia. Nell’abbracciarmi , nel cercare di salutarmi prendendomi per mano (peccato averne solo due!!), si sentiva il desiderio d’ affetto, mi ha riempito il cuore. Che tenerezza vederli in chiesa a pregare durante i vespri: partecipano con serieta’ e cantano come angeli.
Ieri sono stata a vedere la scuola di Mejaha, c ‘erano gli edifici di nuova costruzione fatti fare dal GMA con contributi di Calzedonia-San Zeno e………. altri vecchi e cadenti di cika, in questi ultimi, squallore infinito, i bambini erano ammassati in aule buie e maleodoranti. Come fanno a studiare in quelle condizioni? Eppure nelle scuole governative la frequenza è altissima.
Oggi sono andata con Tariku e Astaway ad Awasa, una citta’ universitaria che si differenzia tanto da Shashamanne: e’ piu’ bella e la poverta’ , apparentemente, non schiaffeggia ad ogni angolo come a Shashamanne. Ad Awasa siamo andati a comprare kili di medicine per l’ambulatorio reperibili solo agli spacci governativi: 3 ore girando per un timbro o una ricevuta. Abbiamo riempito, pero’ mezzo camioncino, ho chiesto se avrebbero recuperato quello che avevano speso, Astaway ha sorriso perche’ i malati che vengono in missione sono i poveri dei poveri e gli si chiede solo un piccolo contributo, chi se lo può permettere va da medici privati. Quindi ho capito perche’ abba Silvio alcuni giorni e di malumore, tutti bussano alla porta della Missione, poveri di qualsiasi etnia e religione, mi viene da pensare alle cose non strettamente necessarie che ci regalano in Italia e portiamo qui con fatica, qui servono soldi per tamponare e fronteggiare situazioni ogni giorno piu’ difficili.
Rita una italo/ etiope, mi ha invitata a visitare Dilla un paese distante circa 100km da Shashamanne e mi ha fatto notare che varie etnie popolano il sud dell’Etiopia non senza piccoli rancori e conflitti intorno ad un’economia di pura sopravvivenza. Dilla e’ molto verde, se si investisse meglio nell’agricoltura e nello stoccaggio si potrebbe sfamare l’intera regione. Invece si esporta verso il nostro mondo a prezzi irrisori per avere magari la tazzina di caffe’ meno cara. Nel tragitto ho potuto constatare tutto quello che Nunzia mi aveva raccontato sullo sfruttamento delle donne e dei bambini. Le abitazioni tradizionali dignitose si distinguevano per bellezza dalle numerose baracche di fango e lamiera; i venditori ambulanti sul ciglio della strada…….in attesa, pochi i compratori. Credimi, Maria, la realta’ supera l’immaginazione, e’ inconcepibile che delle bambine piccolissime facciano tanti chilometri per prendere dell’ acqua e della legna e trasportare dei pesi cosi’ eccessivi . Le donne poi ,giovani d’età, ma dall’ aspetto invecchiato , spingevano carretti stracarichi con bambini sulle spalle, scalze e mal vestite sotto un sole caldissimo e nubi di polvere . Mi sono avvicinata ad un tucul, abitazioni con il tetto di paglia, e ho notato che si convive con gli animali ....quando sei un benestante! .
Tutto cio’ non ti induce a riflettere, ti morde il cuore. Ho capito perche’ Nunzia sostiene che bisogna vedere con i propri occhi per poi raccontare e sensibilizzare questi nostri giovani apatici, annoiati e viziati. Per non parlare di chi fa l’ indifferente non alzando ne’ voce ne’ mano per denunciare questo sconcio. Penso che mi rivolgerò , in Italia, ai bambini delle elementari, loro sono piu’ sensibili e pronti a capire, forse da grandi, saranno meno egoisti e superficiali .
Vorrei raccontarvi tante altre cose che ho visto e che mi hanno fatto riflettere ma ne sono tantissime, eppure e’ trascorso poco tempo dal mio arrivo . Conto di dare una mano a sr Jacquie al centro Nutrizionale…..saprò veramente aiutare le suore a curare i piu’ deboli e malati??? Noto che mi blocco spesso davanti alla Sofferenza con la S maiuscola!
Naturalmente passo e passero’ molto tempo con i piu’ piccoli di Casa Norma, ho intenzione di riorganizzare il loro vestiario, ne ho notato qualcuno con la stessa t-shirt da una decina di giorni,…..non parliamo poi dei pantaloncini, e i nostri sono fortunati perché hanno un tetto e cibo tutti i giorni, oltre la scuola e….il pallone che gli ha regalato Alfredo.
Cosa altro scrivere e raccontarti??? Delle donne del Centro…. Della clinica, di Gigi alle prese con i tanti problemi di manutenzione? ...ECCO scelgo ancora i bambini : siamo andati a Tikur Wuha per fare delle foto altrimenti chi ci sostiene non ci crede che queste situazioni esistono. Abbiamo portato ceste di pane zuccherato…dice che fa bene …ai bimbi che ne vedono molto molto poco. Alcuni piccoli lo hanno divorato in pochi minuti, ma alcuni lo hanno conservato sotto il banco per portarlo a casa e dividerlo con i fratelli.Quando siamo andati a Casa Norma stessa storia, si conservavano la cioccolata e si meravigliavano che si squagliava....A tavola poi tutti volevano che mi sedessi vicino a loro, un attimo per sentirmi mamma di tanti qui che l’hanno persa, e quando e ‘arrivato il pasto per scherzare ho chiesto a uno di loro di darmi il suo piatto , senza battere ciglio mi ha offerto il suo piatto di alluminio con l’ingera ed il wot .Nunzia mi ha detto che non sempre mangiano in quel modo….con frutta e carne: ma era domenica e si trattava di un pasto di festa .Che generosita’ ,che altruismo : ho preso un boccone e…ho restituito il piatto.
Bisogna imparare da loro??? per ora voglio concludere dicendoti ancora una volta c ‘e bisogno di lavorare tanto per far sopravvivere questi bambini , ti guardano con un sorriso disarmante che non dimentichero’ mai. Abbiamo portato in giro tutto il ben di Dio che ci avete regalato, oltre la cioccolata sono state prese d’assalto le matite colorate, penne ecc, le saponette sono state messe in magazzino con gli spazzolini ecc andranno nei pacchetti regalo di Natale. UN GRAZIE e alla prossima, Santina
Cara Alessia non ti preoccupare di chiedere aiuto all'Ambasciata. Domani arriva Luciano, il medico di Negrar (Vr), con una valigia piena di strumenti ortopedici (seghetto, pinze, martello...) per permettere al dott. Francisco di Gambo di continuare ad operare. Ci saranno anche altre medicine (noi ne abbiamo portate oltre 50kg) e garze e... (a noi è andata bene alla dogana, quindi speriamo che anche questa volta chiudano un occhio o due). L'Etiopia è alla fame, lo stesso governo scrive appelli perché sono a rischio 7 milioni di persone sugli 80 della popolazione, ma noi siamo abbandonati al sud dove la percentuale è più alta. Per piacere Alessia, Antonella, Pina, ecc…dite ai bimbi e ai ragazzi delle scuole di non buttare in pattumiera il cibo delle mense scolastiche... Vorrei avervi qui adesso. Far volontariato a Shashamane d'estate dà un minor impatto perché molti bambini tornano nei villaggi di origine. Ma tutti vi ricordano e chiedono di voi. Mimi, una collaboratrice della scuola di Mejaha, é stata molto male, forse depressione. Mangiava carta e si strappava vestiti; e' stata curata ed oggi ci aiuta come sempre (vi manderò una sua lettera e le foto).
A proposito, tanti chiedono i regali che avreste mandato??? Per piacere non promettete niente a nessuno e non mandate niente, si crea una guerra tra i poveri e aspettative che non possiamo onorare.
Gigi mi ha appena chiamato da Addis, con i ragazzi di Abu fa formazione sostituendo o installando impianti elettrici ed idraulici; non trova tutto il materiale in Addis e il fondo cassa si è esaurito. Gli ho detto di fare una preghiera a S. Antonio (fa trovare anche i cavi?) e farsi fare un prestito dai Missionari della casa madre della Consolata (non potevano trovare un nome ancora più appropriato).
Alfredo e Santina sono dietro alle lettere di Natale da spedire, devo convenire che la PAZIENZA è una loro virtù.
P. Silvio si prepara per partire per i controlli all’ospedale. Come sta??? Lui dice BENE! Certo gli mancheranno i bambini, ma se i risultati dei test sono discreti tornerà nel giro di 10 giorni, chi lo schioda da qui? Nemmeno un paio di monelli grandi di Casa Famiglia e della scuola che lo fanno disperare per piccole droghe, furti, litigi (li ha messi alla porta...ma li aiuta da lontano) lo fanno demordere da fare da padre a centinaia di ragazzi.
Foto casa famiglia dei piccoli
Mi mancate tutti e non dite per piacere VERGOGNA a chi si lamenta a sproposito magari con l'ultimo modello di telefonino in mano o davanti ad un gran menù ad un matrimonio. Noi vogliamo rispondere alla crisi operando in azioni concrete per malcapitati in carne ed ossa... Rinunciando sì perché no a tante piccole abitudini inutili.
Al marito un bravo/bravissimo perché la scuola ed il ponte di Mejaha superano gli standard di costruzione locali.
Vecchia scuola di Mejaha
Nuova scuola di Mejaha
Un grosso abbraccio a tutti voi,
Nunzia
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