31/10/08

Luciano Adami medico volontario a Shashamane

Ottobre 2008

Carissimi,
finalmente ho potuto accedere ad internet –corrente elettrica permettendo- per raccontarvi ciò che purtroppo anche quest' anno sto vivendo in questa cittadina etiope: Shashamane.
Già da 3 gg. sto lavorando intensamente, ma con un' immensa soddisfazione, nell'ambulatorio della missione cattolica.
Qui viene una massa di poveracci per farsi curare e non pagano nulla perchè nulla hanno ed è solo per questo che voglio dedicare il mio tempo e il mio lavoro a loro: la gioia che si prova a lavorare con questi veri miserabili, che continuano a ringraziarti fin sotto l’uscio della porta o quando per caso li trovi per strada.
Ieri ho mandato 2 bimbi moribondi all’ospedale per grave pneumonia complicata, pensando che dovessero morire: oggi mi hanno comunicato che sono vivi. Un' altra bambina è venuta gonfia per la fame! L'ho mandata dalle suore per nutrirla. Non vi dico dei casi di AIDS che purtroppo vedo in povere madri di 6-7 figli!
Stasera sono stato invitato a casa di un ragazzo che lavora con mio fratello: ne sono uscito sconvolto dalla povertà -pur dignitosa- in cui versano: una ragazzina di 15 anni mi ha servito il caffè preparato al momento con la tradizionale cerimonia etiope ed era vestita di stracci.
Credetemi: mi viene ancora il nodo alla gola a pensarci. Pensate che hanno preso in casa una bambina orfana di 5 anni, i genitori della bimba erano loro vicini di casa. Non immaginate la povertà che c'è: eppure erano contenti di avere 2 ospiti con loro: ci avevano avvertito che forse il caffè non era sufficiente per tutti! Come dono gli abbiamo portato 1 kg di caffè, banane e zucchero e non vi dico quanto siano stati felici!
Questo è il mio lavoro di medico! Qui mi riconcilio con la mia professione che mi dona la possibilità di aiutare gli altri! Qui con me c'è una brava infermiera di Trieste: è entusiasta della sua esperienza. Mio fratello sta già aggiustando di tutto qui in missione ed anche lui è felice di farlo. Ci stiamo preparando a ricostruire un ponticello di tronchi d'albero e la scuola di Mejaha, progetti realizzati con la fondazione di S. Zeno.
Finora ho visto solo per una notte il meraviglioso cielo d'Africa, perchè stranamente sta ancora piovendo, mettendo a rischio il raccolto, nel quale la popolazione tanto spera: sappiate che nella missione di Ropi sono morte più di 1000 persone per la fame, e sono quasi tutti bambini!Questo e' il quarto tentativo che faccio per scrivervi, perchè ogni tanto non c'è la corrente.Vi scriverò un'altra sera: ora vado a ricaricare le mie " batterie" in un letto pulito, che mi vergogno quasi d'avere, in mezzo a tanti bambini ed adulti non così fortunati.
Credete alla mia contentezza di essere qui, sperando che il buon Dio aiuti anche me ad essere uno strumento utile per tanti poveri bisognosi.
Vi abbraccio tutti calorosamente.

Luciano Adami -un fortunato tra i disperati che amo!-

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